domenica 30 agosto 2009

Parenti serpenti

Ho fatto mezzanotte passata per finire Lo zio Silas un gotico di metà ottocento di un autore a me sconosciuto, tale Joseph Sheridan Le Fanu da Dublino (1814/1873). Certo mi direte: "Ma come Le Fanu! Quello di Carmilla! Un Maestro del gotico!" Ebbene sì, confesso la mia ignoranza, conosco di fama Carmilla, storia di vampiri, ma non sapevo di chi fosse. Le notizie su Le Fanu le ho spiluccate dalla corposa prefazione di Sandro Melano, che poi magari andrò a leggere completamente e con calma, ieri era troppo tardi e avevo sonno.
Il romanzo, di oltre cinquecento pagine, è il racconto degli anni formativi di una nobile ragazza inglese, in prima persona e sotto forma di autobiografia. Maud racconta gli avvenimenti accadutili quando diciasettenne, a metà del secolo, resta orfana di un padre distante e accecato dal senso dell'onore del 'nome' del casato e che per testamento la affida ad un suo fratello, Silas, al passato reprensibile.
La giovane quindi si ritrova a vivere con l'anziano zio che da giovane debosciato s'è trasformato in vecchio bigotto, con la di lui figlia Millicent e un contorno di personaggi che avranno poi nello sviluppo della trama parti rilevanti.
Devo dire che all'inizio la povera Maud resta un tantino antipatica, paurosa di tutto, eternamente indecisa e totalmente sottomessa prima al severo padre poi a chiunque mostrasse di avere, non solo autorità su di lei, ma anche soltanto un carattere più forte del suo. In seguito nell'arco del periodo di un paio di anni si vede poco a poco maturare in lei una determinazione che partita in sordina si manifesterà in pieno alla fine della storia. Quindi romanzo di crescita e di trovata consapevolezza di sè, il tutto ben inserito in un'ambientazione fosca, di ombre e segreti sempre accennati. La narrazione è in prima persona, quindi il lettore non sa più di quello che sa Maud, tranne pochi 'intarsi' che vengono però ben inseriti dall'autore per spiegare fatti che altrimenti non sarebbero comprensibili.
Le abitazioni dove la ragazza vive sono vecchie dimore nobiliari inglesi, isolate e cupe, una di queste quasi in rovina, dai lunghi corridoi male illuminati, le stanze polverose dalle imposte sprangate, i cortili invasi dalle erbacce. La casa dello zio Silas abitata e manutenuta solo in piccola parte mi ha ricordato Donnafugata, ma che differenza tra le stanze disabitate infilate una dietro l'altra, polverose e dai muri scrostati sì, ma illuminate dal sole di Sicilia e odorose di rose e limoni con queste di Bartram-Haugh polverose, scure, infestate dal ricordo di spettri del passato, gelide e dalle assi scricchiolanti!
Per contro all'esterno il parco e la tenuta sono di una bellezza e di una serenità totale, tanto che Maud e la cugina Millicent mostrano il lato più allegro del loro carattere solo nelle loro lunghe passeggiate all'esterno, quasi l'autore volesse bilanciare sole e buio, o forse far risaltare i momenti di tensione e orrore che accadono quasi sempre al chiuso.
Certo, perché è un 'gotico' e l'horror e la suspence sono chiaramente il perno di tutta la narrazione, dal classico "mistero della stanza chiusa" che si svelerà alla fine della storia alle allusioni a tremendi segreti e a vaghe intuizioni di menzogne e trame criminali che Le Fanu dissemina in ogni capitolo.
Lascia un pochino interdetti la fine della storia con un lieto fine a metà - ma i cattivi non 'devono' venir puniti? - ma nel complesso è stato di piacevole lettura a parte poche parti per le quali ho usato la mia 'lettura veloce' (salto di righe noiose). Lo stile dello scrittore è molto moderno (non so quanto abbia influito la traduzione di Annarita Guarnieri a rendere fluido un romanzo scritto un secolo e mezzo fa) e si legge velocemente nonostante le 524 pagine. Il volume con una sovracopertina abbastanza carina porta al piede di ogni pagina titolo e autore, cosa che apprezzo moltissimo - specie nelle antologie - ed è edito dalla Gargolye.


Lo Zio Silas (Uncle Silas, 1864) di Joseph Sheridan Le Fanu trad Annarita Guarnieri - Ed. Gargoyle - € 16,00

sabato 22 agosto 2009

Labirinti



Un bel libro. E intendo proprio libro nel senso di oggetto. La carta liscia e di una piacevole sfumatura crema, caratteri grandi e una bella copertina con le 'ali' nera e setosa al tatto per sole 16 euro. Poi il romanzo. Silverberg è una garanzia e anche questo romanzo non smentisce l'assioma. Con lui anche una storia vecchia come il cucco riesce a diventare lo spunto per qualcosa di nuovo, godibile e fresco. Il Labirinto, oggi ci può far pensare ad un videogioco ma nei primi anni settanta era una invenzione assolutamente nuova e aliena ed è esso stesso protagonista della storia con le sue trappole, i suoi trabocchenti. le sue insidie. Protagonisti tre uomini, e questa anche la dice lunga sul periodo in cui è stato scritto (niente donne nel racconto), un vecchio, un adulto e un giovane, lo scaltro, il disilluso e l'ingenuo. Il labirinto non è solo fuori ma anche dentro di loro, nell'intrico delle loro scelte, delle loro azioni dei rapporti dell' uno con l'altro. In breve la storia è questa Boardman, vecchio e astuto diplomatico e Ned suo giovane e ingenuo dipendente si recano su Lemnos per convincere Muller già esploratore e pioniere, ora in volontario esilio a causa di un 'dono' fattogli da una razza aliena, a tornare operativo per una missione che potrebbe significare la salvezza dell'Umanità. Alla fine il giovane Ned si ritroverà molto meno ingenuo e innocente e il Labirinto si dimostrerà più un rifugio che un luogo di morte. Storia affascinante che mixa avventura e introspezione, un accurato studio del carattere dei personaggi e delle interazioni tra di loro fanno di questo romanzo una lettura che sul primo livello viaggia liscia e leggera ma nel profondo dà da pensare.

L'uomo nel labirinto, The Man in the Maze (1969) di Robert Silverberg. Fazi Editore I ed. 2008

lunedì 17 agosto 2009

Una Fortezza inespugnabile.

Ancora un gradito regalo da Urania Collezione. Un Heinlein d'antan - 1964 - che non avevo letto (mica si può aver letto tutto di tutti!) che mi ha deliziato in questo fine settimana di ferragosto.
L'inizio del romanzo mi ha fatto esclamare - Ah, ma la solita storia di olocausto del periodo della guerra fredda... - ma poi andando avanti nella pur piacevole lettura il racconto delle peripezie da Robinson dei protagonisti si distende in una storia più articolata e complessa, dove l'autore affronta i temi del rapporto padre-figli e le complesse interazioni familiari, interazziali e sociali. Alcolismo, gelosia, conflitti di potere, razzismo vanno avanti per tutta la storia anche se in seguito assumono connotazioni diverse dalle premesse. In breve una guerra nucleare, babau degli anni in cui Heinlein scriveva, trasporta questo piccolo nucleo di persone chiuse nel loro bunker antiatomico, in un altro 'posto' che è però la Terra, diversa e uguale a quella da loro conosciuta, qui iniziano faticosamente la loro lotta per la sopravvivenza fino a che verranno in contatto con quelli che sono i veri padroni della Terra. Nella prima parte del romanzo, questa Robinsoniana, c'è un punto nel quale Farnham fa l'inventario delle cose che si sono salvate perché conservate nel suo bunker:
"Gli ultimi libri rimasti al mondo.
Almeno così pareva.
Provò un improvviso dolore, che la nozione astratta della morte di milioni di uomini non gli aveva procurato. Chissà perchè la distruzione di milioni di libri gli appariva più brutale e oscena che l'uccisione dei suoi simili. Tutti gli uomini devono moririe, questo era il destino comune.
Ma un libro non muore, e non dovrebbe essere ucciso; i libri sono la parte immortale dell'uomo. Bruciarli è come violentare un amico fiducioso e innocente."
È completamente in linea con il mio pensiero. Per altre cose no. Heinlein è uno dei miei scrittori preferiti, sa farmi sognare, vivere nei sui libri, ma alcune delle sue idee non sono le mie. La seconda parte del romanzo ti acchiappa prepotentemente e ti fa fare notte a leggere, lasciandoti poi un senso di soddisfazione e di pienezza alla parola 'Fine'.
Due parole per la copertina del sempre bravo Brambilla che stavolta però, per i miei gusti, ha ecceduto col rosso e blu dando un aspetto fosco e cupo all'immagine.
La fortezza di Farnham di Robert A. Heinlein, (1964) Urania Collezione 079 euro 5,50 pp 394


venerdì 7 agosto 2009

Un gioiellino che mi mancava

Rileggere Vance è sempre un piacere, poi leggere qualcosa che mi era sfuggito è stato un vero godimento! Avevo letto qualche commento entusiasta qui e là su questo Urania Collezione ma per la verità non avevo poi tutta 'sta voglia di leggere, poi quando il volumetto è arrivato a casa mi sono incantata a rimirare la stupenda copertina di Brambilla, che ogni volta sembra superare se stesso.
Insomma... me lo sono portato in 'vacanza' e dopo aver finito quello che avevo iniziato da tempo ho cominciato quasi svogliatamente a leggerlo la sera prima di dormire. Mi sono accorta che andavo a letto ogni sera un po' prima per la curiosità di leggere un altro po' di pagine, fino a che poi sono rimasta invischiata nella rete tessuta da Vance, rete intessuta con le luci e i colori del Grande Pianeta, popolata di strani personaggi, alieni quanto basta, ma profondamente umani nelle azioni e reazioni, anche se esasperate e tirate al limite. Be' il godimento è finito giusto ieri notte, anzi stamattina presto quando con dispiacere ho chiuso il libro e spento la luce. Ma negli occhi avevo ancora gli showboat che, riccamente decorati e pavesati solcavano il fiume Vissel chi scendendo a mare e chi risalendo la corrente. Che altro dire? Urania Collezione si dimostra ancora una volta un ottimo acquisto e le scelte editoriali, considerando le attuali difficoltà generali che sicuramente toccano anche le grandi Case Editrici, sono molto ma molto spesso più che adeguate alle aspettative dei lettori non superficiali. A volte come in questo caso raggiunge l'optimum.

Urania Collezione 078 - Il Mondo degli showboat di Jack Vance (Showboat World, 1975)

sabato 18 luglio 2009

Urania. Delusi dalla Luna

Oggi finisce la rassegna della quale ho parlato in qualche post e vorrei fare il punto.

A favore:

Iniziativa lodevole fare una rassegna dedicata alla fantascienza qui a Roma, nel quadro delle manifestazioni dell'Estate Romana.
Ottima cosa presentare letture e pezzi teatrali tratti da autori di SF, di questo s'è occupato il Teatro India, emanazione del più famoso Teatro Argentina
Ancora meglio la musica live GRATIS
Bella e suggestiva l'ambientazione, un pezzo di archeologia industriale restaurato sulle rive del Tevere.
Esauriente e affascinante la mostra della Fondazione F. Fossati, come la piccola esposizione di pezzi rari di alcuni collezionisti. Utile la bancarella di libri usati di SF.

per contro:

La rassegna non ha avuto adeguata pubblicità... anzi direi nessuna se non il passaparola degli adetti. In tre settimane non ho sentito un solo spot sulle radio locali o sui tg regionali, né visto un solo poster sugli autobus o per strada.

È stata organizzata e preparata con tempi strettissimi, solo una ventina di giorni prima sono stati contattati editori, collezionisti e venditori.

Le bancarelle di usato, nei locali della libreria erano accessibili solo dopo aver pagato il biglietto di 12,00 euro. È pur vero che poi si aveva diritto ad ascoltare le opere teatrali e le letture ma chi voleva soltanto trovare un titolo mancante oppure intervenire ai panel con gli editori s'è trovato a dover spendere per acquistare! Invece la musica live era al di fuori dello spazio a pagamento e si poteva sedersi al bar e ascoltare ottime performance. Perché non fare il contrario?

Il posto era sì suggestivo ma fuori mano, i parcheggi in zona scarsi. Chi è venuto è venuto perché voleva venire, non perché ci si è trovato davanti durante una passeggiata. Gli altri eventi dell'Estate Romana o sono in centro oppure ben pubblicizzati.

Quindi ben venga l'anno prossimo la Rassegna di Fantascienza numero due ma almeno sia preparata con buon anticipo e pubblicizzata alla pari delle altre manifestazioni.

Per ultimo vorrei ringraziare il personale e il proprietario della libreria Indiateca che sebbene non siano esperti di fantascienza si sono veramente fatti in quattro per organizzare la parte di rassegna dedicata alla carta stampata.

mercoledì 15 luglio 2009

Anche questo blog....

...alza la voce contro il decreto Alfano, quindi ieri è rimasto muto. Avevo qualcosa da raccontare ma ho rimandato ad oggi.

domenica 12 luglio 2009

Incontri ravvicinati del primo tipo

Venerdì c'è stato l'incontro con 'la Mondadori' nella saletta adiacente alla libreria Indiateca. Da una stima fatta a braccio c'erano una cinquantina di persone, il che - data la contemporaneità dello spettacolo teatrale all'aperto - mi sembra un buon numero; alle conventions di Fiuggi ho visto 'panel' più deserti. Insomma, il lungo tavolo degli oratori o relatori o come vi piace chiamarli era occupato da vecchie e nuove conoscenze. Ho conosciuto Massimo Mongai i cui interventi a favore della incontaminazione dei generi e le cui stime sulle lettrici di fantascienza non mi hanno trovato d'accordo, Enrico Passaro e Giulio Leoni scrittori saggisti giornalisti etc etc ( a proposito sapevate che il giallista Leoni ha firmato l'ultimo Epix 'Anaharra' col nome de plume di J.P. Rylan?).
Poi le facce note, Lippi, Battisti, De Crescenzo e Miglieruolo, col quale ho scambiato alcune battute sui suoi lavori Oniricon e Come ladro di notte che ho/avevo iniziato a leggere giorni fa. Dulcis in fundo Sergio 'Alan' Altieri che ho avuto il piacere di sentir parlare per la prima volta, persona veramente carismatica e simpaticissima. Ovviamente s'è parlato di fantascienza, di contaminazioni e di romanzi rispolverati dopo decenni e che a dire dei relatori ancora sono di strettissima attualità e modernità, ma che io e, a quanto ho sentito, gli amici seduti accanto a me abbiamo trovato poco in linea con i ritmi di oggi. Qualcuno ha usato le parole 'linguaggio arcaico, desueto e obsoleto' io ho azzardato un 'd'annunziano' che a quanto pare per alcuni è un'offesa tremenda. Con la conclusione che gli adolescenti e i giovani di oggi non si aspettano nulla dal futuro, che lo vedono e prevedono uguale o poco dissimile dal presente, il che sarà la morte del senso del fantastico e del meraviglioso a mio parere, l'incontro si è chiuso tra applausi e strette di mano.

venerdì 10 luglio 2009

ancora stregati da Urania (stavolta senza pioggia spero)

Stasera, ma lo saprete già tutti, a 'Urania. Stregati dalla Luna' ci sarà l'incontro con la Mondadori, in persona di Altieri e Lippi. Per la ghiotta occasione un bel po' di pigrissimi romani amanti e collezionisti si raduneranno al di là del Fiume . Metto qui sotto il volantino di Indiateca:

URANIA. LA CITTA' DELLE STORIE DISABITATE
info su www.teatrodiroma.net

Venerdì 10/07 Ore 21.00
INCONTRO LETTERARIO - SALA IN - INDIATECA
"FANTASCIENZA ITALIANA: tutte le strade dell'impossibile"
Dalla Fantascienza classica alle nuove tendenze:
connettivismo, horror, fantasy, new weird.

Interverranno:
-- Sergio 'Alan D.' Altieri, consulente editoriale
Mondadori, scrittore, traduttore e sceneggiatore;
-- Giuseppe Lippi, scrittore, giornalista e curatore della
collana "Urania";
-- Giulio Leoni, grande autore thriller, horror & fantasy;
-- Mauro Antonio Miglieruolo, autore d'anticipazione;
-- Massimo Mongai, autore SF e non solo;
-- Enrico Passaro, saggista e autore SF & fantasy;
-- Sandro Battisti, autore SF del Connettivismo;
-- Paolo De Crescenzo, editore di Gargoyle.


Ore 23.30 CONCERTO AD INGRESSO LIBERO
FRANCESCO DE PALMA TRIO
PAOLO BERNARDI pianoforte, composizione
FRANCESCO DE PALMA contrabbasso, arrangiamenti, composizione
ALFREDO ROMEO batteria

La cantabilità dei temi, la varietà ritmica e la
contaminazione con tradizioni musicali "altre" (Africa,
Sudamerica) sono le caratteristiche della musica della
formazione. Al repertorio di brani originali sono affiancati
standards tra i più noti appositamente arrangiati per
fondersi armonicamente con la musica del trio.

La libreria INDIATECA allestisce per l'intera durata della
manifestazione un "mercatino di libri usati" avvalendosi
della collaborazione dei più importanti collezionisti di
libri di fantascienza e della collana Urania. L'intento è
quello di soddisfare ogni tipo di richiesta e di dare la
possibilità di acquistare anche i libri di fantascienza
ormai introvabili.

India Libreria. India Caffè
Teatro India - Roma
Lungotevere Vittorio Gassman (già dei Papareschi)

www.indiateca.it info@indiateca.it

giovedì 2 luglio 2009

Urania piovosa e Luna stregata

ecco... oggi pomeriggio sono andata alla rassegna per vedere come sono stati sistemati i libri che io e ed alcuni amici abbiamo inviato per la mostra sulla SF. Ovviamente ho beccato proprio l'ora del nubifragio più disastroso degli ultimi tempi, quindi eravamo io e gli addetti. me la sono squagliata a razzo appena spiovuto un poco ma ho fatto a tempo a vedere la bella mostra di fumetti, libri, memorabilia, poster e gadgets sulla fantascienza e in particolare sulla 'conquista' della Luna della quale ricorre il quarantennale.
Nello spazio della libreria un po' di pezzi rari delle varie pubblicazioni di sf fanno bella mostra in vetrina e molti volumi sono in vendita. peccato non aver potuto assistere alla proiezione e allo spettacolo teatrale ma ero senza ombrello... Tanto qui ci torno.

giovedì 25 giugno 2009

Urania. Stregati dalla Luna




Eccoci! Finalmente a Roma sbarca in grande la fantascienza. Dovrei dire 'atterra' immaginando una grande astronave lenticolare aliena che si posa sulle rive del Tevere e col richiamo della musica, del teatro, delle proiezioni di film attira romani e turisti, appassionati e semplici curiosi o accaldate famigliole in cerca del fresco serale.
In riva al biondo Tevere dicevo, in una cornice suggestiva e accattivante, grandi spazi all'aperto per passeggiare e far correre i bambini, un caffè, un grande teatro coperto nella struttura ben restaurata della ex fabbrica di saponi e infine libri! Una libreria, Indiateca, con titoli mainstream e bancarelle di usato/seminuovo di fantascienza. Infine una piccola mostra con qualche pezzo raro o curioso o solo commemorativo della nostra collana ammiraglia, Urania, che gli organizzatori hanno preso a logo della manifestazione.
Si vocifera di illustri visitatori-ospiti e di incontri con gli autori, io nn me ne perderò nemmeno uno, conto di essere lì se non tutte le sere molto ma molto spesso, Un po' per vedere le opere in cartellone e un po' per passare serate fresche e rilassanti (con bottiglione di autan in borsa).
Che fate Romani? Venite? Avanti, lo spazio è ampio e c'è posto per tutti! Io vi aspetto.