mercoledì 15 luglio 2009
Anche questo blog....
...alza la voce contro il decreto Alfano, quindi ieri è rimasto muto. Avevo qualcosa da raccontare ma ho rimandato ad oggi.
domenica 12 luglio 2009
Incontri ravvicinati del primo tipo
Venerdì c'è stato l'incontro con 'la Mondadori' nella saletta adiacente alla libreria Indiateca. Da una stima fatta a braccio c'erano una cinquantina di persone, il che - data la contemporaneità dello spettacolo teatrale all'aperto - mi sembra un buon numero; alle conventions di Fiuggi ho visto 'panel' più deserti. Insomma, il lungo tavolo degli oratori o relatori o come vi piace chiamarli era occupato da vecchie e nuove conoscenze. Ho conosciuto Massimo Mongai i cui interventi a favore della incontaminazione dei generi e le cui stime sulle lettrici di fantascienza non mi hanno trovato d'accordo, Enrico Passaro e Giulio Leoni scrittori saggisti giornalisti etc etc ( a proposito sapevate che il giallista Leoni ha firmato l'ultimo Epix 'Anaharra' col nome de plume di J.P. Rylan?).
Poi le facce note, Lippi, Battisti, De Crescenzo e Miglieruolo, col quale ho scambiato alcune battute sui suoi lavori Oniricon e Come ladro di notte che ho/avevo iniziato a leggere giorni fa. Dulcis in fundo Sergio 'Alan' Altieri che ho avuto il piacere di sentir parlare per la prima volta, persona veramente carismatica e simpaticissima. Ovviamente s'è parlato di fantascienza, di contaminazioni e di romanzi rispolverati dopo decenni e che a dire dei relatori ancora sono di strettissima attualità e modernità, ma che io e, a quanto ho sentito, gli amici seduti accanto a me abbiamo trovato poco in linea con i ritmi di oggi. Qualcuno ha usato le parole 'linguaggio arcaico, desueto e obsoleto' io ho azzardato un 'd'annunziano' che a quanto pare per alcuni è un'offesa tremenda. Con la conclusione che gli adolescenti e i giovani di oggi non si aspettano nulla dal futuro, che lo vedono e prevedono uguale o poco dissimile dal presente, il che sarà la morte del senso del fantastico e del meraviglioso a mio parere, l'incontro si è chiuso tra applausi e strette di mano.
Poi le facce note, Lippi, Battisti, De Crescenzo e Miglieruolo, col quale ho scambiato alcune battute sui suoi lavori Oniricon e Come ladro di notte che ho/avevo iniziato a leggere giorni fa. Dulcis in fundo Sergio 'Alan' Altieri che ho avuto il piacere di sentir parlare per la prima volta, persona veramente carismatica e simpaticissima. Ovviamente s'è parlato di fantascienza, di contaminazioni e di romanzi rispolverati dopo decenni e che a dire dei relatori ancora sono di strettissima attualità e modernità, ma che io e, a quanto ho sentito, gli amici seduti accanto a me abbiamo trovato poco in linea con i ritmi di oggi. Qualcuno ha usato le parole 'linguaggio arcaico, desueto e obsoleto' io ho azzardato un 'd'annunziano' che a quanto pare per alcuni è un'offesa tremenda. Con la conclusione che gli adolescenti e i giovani di oggi non si aspettano nulla dal futuro, che lo vedono e prevedono uguale o poco dissimile dal presente, il che sarà la morte del senso del fantastico e del meraviglioso a mio parere, l'incontro si è chiuso tra applausi e strette di mano.
venerdì 10 luglio 2009
ancora stregati da Urania (stavolta senza pioggia spero)
Stasera, ma lo saprete già tutti, a 'Urania. Stregati dalla Luna' ci sarà l'incontro con la Mondadori, in persona di Altieri e Lippi. Per la ghiotta occasione un bel po' di pigrissimi romani amanti e collezionisti si raduneranno al di là del Fiume . Metto qui sotto il volantino di Indiateca:
URANIA. LA CITTA' DELLE STORIE DISABITATE
info su www.teatrodiroma.net
Venerdì 10/07 Ore 21.00
INCONTRO LETTERARIO - SALA IN - INDIATECA
"FANTASCIENZA ITALIANA: tutte le strade dell'impossibile"
Dalla Fantascienza classica alle nuove tendenze:
connettivismo, horror, fantasy, new weird.
Interverranno:
-- Sergio 'Alan D.' Altieri, consulente editoriale
Mondadori, scrittore, traduttore e sceneggiatore;
-- Giuseppe Lippi, scrittore, giornalista e curatore della
collana "Urania";
-- Giulio Leoni, grande autore thriller, horror & fantasy;
-- Mauro Antonio Miglieruolo, autore d'anticipazione;
-- Massimo Mongai, autore SF e non solo;
-- Enrico Passaro, saggista e autore SF & fantasy;
-- Sandro Battisti, autore SF del Connettivismo;
-- Paolo De Crescenzo, editore di Gargoyle.
Ore 23.30 CONCERTO AD INGRESSO LIBERO
FRANCESCO DE PALMA TRIO
PAOLO BERNARDI pianoforte, composizione
FRANCESCO DE PALMA contrabbasso, arrangiamenti, composizione
ALFREDO ROMEO batteria
La cantabilità dei temi, la varietà ritmica e la
contaminazione con tradizioni musicali "altre" (Africa,
Sudamerica) sono le caratteristiche della musica della
formazione. Al repertorio di brani originali sono affiancati
standards tra i più noti appositamente arrangiati per
fondersi armonicamente con la musica del trio.
La libreria INDIATECA allestisce per l'intera durata della
manifestazione un "mercatino di libri usati" avvalendosi
della collaborazione dei più importanti collezionisti di
libri di fantascienza e della collana Urania. L'intento è
quello di soddisfare ogni tipo di richiesta e di dare la
possibilità di acquistare anche i libri di fantascienza
ormai introvabili.
India Libreria. India Caffè
Teatro India - Roma
Lungotevere Vittorio Gassman (già dei Papareschi)
www.indiateca.it info@indiateca.it
URANIA. LA CITTA' DELLE STORIE DISABITATE
info su www.teatrodiroma.net
Venerdì 10/07 Ore 21.00
INCONTRO LETTERARIO - SALA IN - INDIATECA
"FANTASCIENZA ITALIANA: tutte le strade dell'impossibile"
Dalla Fantascienza classica alle nuove tendenze:
connettivismo, horror, fantasy, new weird.
Interverranno:
-- Sergio 'Alan D.' Altieri, consulente editoriale
Mondadori, scrittore, traduttore e sceneggiatore;
-- Giuseppe Lippi, scrittore, giornalista e curatore della
collana "Urania";
-- Giulio Leoni, grande autore thriller, horror & fantasy;
-- Mauro Antonio Miglieruolo, autore d'anticipazione;
-- Massimo Mongai, autore SF e non solo;
-- Enrico Passaro, saggista e autore SF & fantasy;
-- Sandro Battisti, autore SF del Connettivismo;
-- Paolo De Crescenzo, editore di Gargoyle.
Ore 23.30 CONCERTO AD INGRESSO LIBERO
FRANCESCO DE PALMA TRIO
PAOLO BERNARDI pianoforte, composizione
FRANCESCO DE PALMA contrabbasso, arrangiamenti, composizione
ALFREDO ROMEO batteria
La cantabilità dei temi, la varietà ritmica e la
contaminazione con tradizioni musicali "altre" (Africa,
Sudamerica) sono le caratteristiche della musica della
formazione. Al repertorio di brani originali sono affiancati
standards tra i più noti appositamente arrangiati per
fondersi armonicamente con la musica del trio.
La libreria INDIATECA allestisce per l'intera durata della
manifestazione un "mercatino di libri usati" avvalendosi
della collaborazione dei più importanti collezionisti di
libri di fantascienza e della collana Urania. L'intento è
quello di soddisfare ogni tipo di richiesta e di dare la
possibilità di acquistare anche i libri di fantascienza
ormai introvabili.
India Libreria. India Caffè
Teatro India - Roma
Lungotevere Vittorio Gassman (già dei Papareschi)
www.indiateca.it info@indiateca.it
giovedì 2 luglio 2009
Urania piovosa e Luna stregata
ecco... oggi pomeriggio sono andata alla rassegna per vedere come sono stati sistemati i libri che io e ed alcuni amici abbiamo inviato per la mostra sulla SF. Ovviamente ho beccato proprio l'ora del nubifragio più disastroso degli ultimi tempi, quindi eravamo io e gli addetti. me la sono squagliata a razzo appena spiovuto un poco ma ho fatto a tempo a vedere la bella mostra di fumetti, libri, memorabilia, poster e gadgets sulla fantascienza e in particolare sulla 'conquista' della Luna della quale ricorre il quarantennale.
Nello spazio della libreria un po' di pezzi rari delle varie pubblicazioni di sf fanno bella mostra in vetrina e molti volumi sono in vendita. peccato non aver potuto assistere alla proiezione e allo spettacolo teatrale ma ero senza ombrello... Tanto qui ci torno.
Nello spazio della libreria un po' di pezzi rari delle varie pubblicazioni di sf fanno bella mostra in vetrina e molti volumi sono in vendita. peccato non aver potuto assistere alla proiezione e allo spettacolo teatrale ma ero senza ombrello... Tanto qui ci torno.
giovedì 25 giugno 2009
Urania. Stregati dalla Luna

Eccoci! Finalmente a Roma sbarca in grande la fantascienza. Dovrei dire 'atterra' immaginando una grande astronave lenticolare aliena che si posa sulle rive del Tevere e col richiamo della musica, del teatro, delle proiezioni di film attira romani e turisti, appassionati e semplici curiosi o accaldate famigliole in cerca del fresco serale.
In riva al biondo Tevere dicevo, in una cornice suggestiva e accattivante, grandi spazi all'aperto per passeggiare e far correre i bambini, un caffè, un grande teatro coperto nella struttura ben restaurata della ex fabbrica di saponi e infine libri! Una libreria, Indiateca, con titoli mainstream e bancarelle di usato/seminuovo di fantascienza. Infine una piccola mostra con qualche pezzo raro o curioso o solo commemorativo della nostra collana ammiraglia, Urania, che gli organizzatori hanno preso a logo della manifestazione.
Si vocifera di illustri visitatori-ospiti e di incontri con gli autori, io nn me ne perderò nemmeno uno, conto di essere lì se non tutte le sere molto ma molto spesso, Un po' per vedere le opere in cartellone e un po' per passare serate fresche e rilassanti (con bottiglione di autan in borsa).
Che fate Romani? Venite? Avanti, lo spazio è ampio e c'è posto per tutti! Io vi aspetto.
domenica 31 maggio 2009
Fantasmi!
Sto leggendo il n. 5 della collana La botte piccola. Devo dire che il volume pesa, ma pesa sul serio! Colpa o merito della carta usata, una bella carta consistente, come quella delle edizioni di lusso, leggermente sfumata color burro, il che per i miei occhi è ottima cosa. Caratteri di facile lettura e in cima alla pagina di dx autore e titolo del racconto che si sta leggendo. Peccato per la copertina brossurata, una cartonata ci stava meglio. Be' dicevo che sto leggendo questo Fantasmi di Natale e per tutto l'anno raccolta di racconti che spaziano da Kipling a Olivieri, scritti da uomini e da donne e tutti ovviamente che parlano di fantasmi. Ho appena pasato il giro di boa di metà libro ma voglio spendere due parole per un racconto che mi ha colpito in modo particolare.
"Compagni di gioco " di Adalberto Cersosimo.
Storia divertente e piena di riferimenti che un appassionato di fantascienza non può non riconoscere, in particolare la figura di Urbano Dellacroce, personaggio che spicca nel gruppo dei quattro giocatori sembra proprio qualcuno di noto... L'autore riesce ad essere divertente ma anche commovente e, sebbene si capisca in fretta che cosa siano i quattro giocatori non è mai noioso o sopra le righe. Nel finale, quando tutto si svela la figura del Professore fa uscire una lacrimuccia e l'ultima frase pronunciata da Urbano chiude adeguatamente il racconto.
Fantasmi di Natale... e per tutto l'anno - a cura di Antonio Bellomi, Ed. Della Vigna, collana La botte piccola n. 5 - euro 12,00
"Compagni di gioco " di Adalberto Cersosimo.
Storia divertente e piena di riferimenti che un appassionato di fantascienza non può non riconoscere, in particolare la figura di Urbano Dellacroce, personaggio che spicca nel gruppo dei quattro giocatori sembra proprio qualcuno di noto... L'autore riesce ad essere divertente ma anche commovente e, sebbene si capisca in fretta che cosa siano i quattro giocatori non è mai noioso o sopra le righe. Nel finale, quando tutto si svela la figura del Professore fa uscire una lacrimuccia e l'ultima frase pronunciata da Urbano chiude adeguatamente il racconto.
Fantasmi di Natale... e per tutto l'anno - a cura di Antonio Bellomi, Ed. Della Vigna, collana La botte piccola n. 5 - euro 12,00
sabato 30 maggio 2009
Metamorfosi
per un amica che ora può volare.
-Dai, raccontami ancora la storia della Guardiana e di Mari, ti prego...
- Si stellina mia, ma poi prometti che chiuderai gli occhi e dormirai, domani è un giorno importante per te, il giorno del Cambiamento, e devi essere riposata e serena.
Promesso! - la ragazzina si stende per bene, le mani sotto la testa e guarda in attesa la mamma mentre quest'ultima si siede sulla sedia accanto al letto, le rimbocca le coperte e inizia a parlare con voce calda e morbida
**************************
Pam camminava nel mondo accanto. Aveva varcato il portale dimensionale, un arco che racchiudeva il nero assoluto, scissa in miriadi di scintillanti particelle ed ora si trovava, ricomposta, in una landa desertica, sotto un nero cielo senza stelle e neanche la speranza di una prossima alba. L'aria era gelida e raffiche di vento ghiacciato l'avevano costretta ad avvoltolarsi nello scuro mantello di lana pesante. Appena effettuato il passaggio s'era girata per tornare indietro e cercare un mondo più ospitale quando aveva udito qualcosa nella mente, come un gemito o un richiamo lontano. Incuriosita aveva scandagliato tutt'intorno prima in cerchi sempre più ampi, poi trovata la direzione aveva scagliato un raggio sottile verso il luogo da dove proveniva il rumore ed ora andava verso di esso, illuminando il suo cammino con la flebile luminescenza che la permeava.
Il vento contrario la spingeva indietro ma Pam andava avanti, la testa bassa per evitare le buche e i sassi aguzzi, alzando di tanto in tanto gli occhi sugli scheletrici alberi cresciuti bassi e contorti quasi non volessero alzarsi verso il nero cielo. Dai rami spogli pendevano grigi pensieri stracciati che svolazzavano sotto le potenti raffiche senza mai lasciarsi portare via, desideri di scura polvere si alzavano ad ogni folata per poi ricadere pesantemente sul suolo, la Guardiana osservava, chinava di nuovo il capo e, pensierosa, continuava il suo andare, guidata dal lontano richiamo lamentoso.
- Chi sei tu che entri nei miei sogni?
La voce nella sua testa era querula e giovane, proveniva da uno dei tanti alberi nani, questo ricoperto di grigi pensieri e di ragnatele di dolore e desiderio. Pam si avvicinò e scrutando tra i rami vide un essere strisciante avvolto su uno stecco, un enorme bruco grigio dagli occhi neri e penetranti.
- Sono una Guardiana – rispose – mi chiamo Pam ed ho seguito il tuo richiamo. - poi guardandosi attorno – che posto è mai questo, che trasuda pene e dolore? E chi sei tu?
- Sono quello che vedi, una dei tanti che vivono in questo sogno, se vita si può chiamare... Ogni albero è abitato da un essere simile a me o diverso, ognuno con la sua forma e le sue storie e i suoi dolori – disse e continuò – puoi chiamarmi Mari, se vuoi.
Alle parole di Mari la Guardiana osservò di nuovo gli alberi morti, alcuni distanti, altri vicini ma non vide nessuno dei loro abitanti. Tornò a fissare lo sguardo sul bruco, sotto la sua pelle si intuiva a volte, in trasparenza, una debole luminescenza dalla forma strana, come se in lei fosse intrappolata un'altra cosa pulsante e radiosa.
- Tu - cominciò, cercando le parole - ...tu. Perché sogni questo mondo triste? Non sai che ci sono i colori, il caldo sole, le acque azzurre, i cieli sereni?
E mentre diceva queste parole proiettava nella mente dell'altra le immagini di cui parlava.
Gli occhi neri del bruco si fecero grandi come piattini – E cosa dovrei sognare? Un posto dove gli altri mi guarderebbero con pietà o peggio con fastidio? - guardò con occhio critico l'alta e slanciata figura di Pam, tanto diversa da lei - Qui siamo tutti uguali nella sofferenza. Vattene Guardiana, per me non puoi fare nulla e nulla posso fare io per te.
Pam distolse gli occhi, si intabarrò ancora di più nel suo mantello, poi replicò
– Tu, Mari, non conosci i Guardiani, sappi che noi possiamo molto, io vedo oltre la tua pelle, vedo che dentro di te c'è un'anima luminosa che vuole liberarsi dalla forma che la imprigiona.
- Io posso molto ma devi essere tu a volere, tu a lottare per far uscire la tua anima splendente dalla forma strisciante. Vuoi?
Mari lanciò un grido mentale che risuonò forte e chiaro nella testa di Pam
- Sì! Voglio! - poi la voce si abbassò in un mormorio deluso – Ma come è possibile? Come posso fare?
La Guardiana alzò una mano e sfiorò con la punta delle dita il corpo dell'essere, cercò un punto e trovatolo alzo le dita tirando un sottile serico filo.
- Ecco Mari prendi il capo di questo filo e usalo, ti ho dato lo strumento tu devi fare il resto, saprai cosa farne ma... bada! Saranno sofferenze e buio e solitudine come mai hai provato e forse non riuscirai mai a volare. La scelta è tua. Io tornerò quando il tempo sarà giunto.
Così dicendo volse le spalle all'essere e si lasciò trascinare dal vento verso il portale per tornare nel suo mondo.
****************************************
È giunto il tempo, Pam attraversa il nero portale e si fa trasportare dal vento, stavolta a favore, verso l'albero di Mari. Da lontano giunge il noto richiamo:
- vieni Guardiana, ti stavo aspettando, fai in fretta che la mia nuova forma preme per rompere i lacci!
Veloce arriva Pam e giunta all'albero cerca con gli occhi Mari. Appeso ad un ramo contorto vede un grosso bozzolo pulsante e fremente. Non fa a tempo che a dire
– Eccomi, son qui – che con uno schiocco l'involucro si lacera e una forma umida si rivela ai suoi occhi.
-Avevi ragione - dice Mari – ho passato tempi di dolore e di paura, sola nel buio, aspettando e a volte perdendo la speranza ma con negli occhi della mente i tuoi colori, i tuoi cieli sereni e le acque cristalline e ora sono felice.
Srotola lentamente le umide ali, le distende per asciugarle al vento, ora debole e tiepido la variopinta Mariposa, le grinze si lisciano sotto la carezza dell'aria e in un attimo il sogno di Mari si tinge dei colori del mondo e le vibranti ali la sollevano alta nel profondo dell'azzurro.-
-Grazie Guardiana, sarai sempre nel mio cuore – le grida già lontana, ebbra di gioia e fremente per il desiderio di andare nel suo sogno nuovo tutto da scoprire.
Alza gli occhi Pam e segue il volo disordinato e ancora incerto della splendida farfalla, ora un puntolino perso nell'azzurro, un sorriso le illumina per una attimo il volto, si volta e torna veloce al suo sogno.
La ragazzina non ha ascoltato la fine della storia, ma queste storie non hanno fine, la madre si alza silenziosamente, spegne la piccola lampada e con una carezza e un bacio la lascia ai suoi sogni ed esce dalla stanza.
-Dai, raccontami ancora la storia della Guardiana e di Mari, ti prego...
- Si stellina mia, ma poi prometti che chiuderai gli occhi e dormirai, domani è un giorno importante per te, il giorno del Cambiamento, e devi essere riposata e serena.
Promesso! - la ragazzina si stende per bene, le mani sotto la testa e guarda in attesa la mamma mentre quest'ultima si siede sulla sedia accanto al letto, le rimbocca le coperte e inizia a parlare con voce calda e morbida
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Pam camminava nel mondo accanto. Aveva varcato il portale dimensionale, un arco che racchiudeva il nero assoluto, scissa in miriadi di scintillanti particelle ed ora si trovava, ricomposta, in una landa desertica, sotto un nero cielo senza stelle e neanche la speranza di una prossima alba. L'aria era gelida e raffiche di vento ghiacciato l'avevano costretta ad avvoltolarsi nello scuro mantello di lana pesante. Appena effettuato il passaggio s'era girata per tornare indietro e cercare un mondo più ospitale quando aveva udito qualcosa nella mente, come un gemito o un richiamo lontano. Incuriosita aveva scandagliato tutt'intorno prima in cerchi sempre più ampi, poi trovata la direzione aveva scagliato un raggio sottile verso il luogo da dove proveniva il rumore ed ora andava verso di esso, illuminando il suo cammino con la flebile luminescenza che la permeava.
Il vento contrario la spingeva indietro ma Pam andava avanti, la testa bassa per evitare le buche e i sassi aguzzi, alzando di tanto in tanto gli occhi sugli scheletrici alberi cresciuti bassi e contorti quasi non volessero alzarsi verso il nero cielo. Dai rami spogli pendevano grigi pensieri stracciati che svolazzavano sotto le potenti raffiche senza mai lasciarsi portare via, desideri di scura polvere si alzavano ad ogni folata per poi ricadere pesantemente sul suolo, la Guardiana osservava, chinava di nuovo il capo e, pensierosa, continuava il suo andare, guidata dal lontano richiamo lamentoso.
- Chi sei tu che entri nei miei sogni?
La voce nella sua testa era querula e giovane, proveniva da uno dei tanti alberi nani, questo ricoperto di grigi pensieri e di ragnatele di dolore e desiderio. Pam si avvicinò e scrutando tra i rami vide un essere strisciante avvolto su uno stecco, un enorme bruco grigio dagli occhi neri e penetranti.
- Sono una Guardiana – rispose – mi chiamo Pam ed ho seguito il tuo richiamo. - poi guardandosi attorno – che posto è mai questo, che trasuda pene e dolore? E chi sei tu?
- Sono quello che vedi, una dei tanti che vivono in questo sogno, se vita si può chiamare... Ogni albero è abitato da un essere simile a me o diverso, ognuno con la sua forma e le sue storie e i suoi dolori – disse e continuò – puoi chiamarmi Mari, se vuoi.
Alle parole di Mari la Guardiana osservò di nuovo gli alberi morti, alcuni distanti, altri vicini ma non vide nessuno dei loro abitanti. Tornò a fissare lo sguardo sul bruco, sotto la sua pelle si intuiva a volte, in trasparenza, una debole luminescenza dalla forma strana, come se in lei fosse intrappolata un'altra cosa pulsante e radiosa.
- Tu - cominciò, cercando le parole - ...tu. Perché sogni questo mondo triste? Non sai che ci sono i colori, il caldo sole, le acque azzurre, i cieli sereni?
E mentre diceva queste parole proiettava nella mente dell'altra le immagini di cui parlava.
Gli occhi neri del bruco si fecero grandi come piattini – E cosa dovrei sognare? Un posto dove gli altri mi guarderebbero con pietà o peggio con fastidio? - guardò con occhio critico l'alta e slanciata figura di Pam, tanto diversa da lei - Qui siamo tutti uguali nella sofferenza. Vattene Guardiana, per me non puoi fare nulla e nulla posso fare io per te.
Pam distolse gli occhi, si intabarrò ancora di più nel suo mantello, poi replicò
– Tu, Mari, non conosci i Guardiani, sappi che noi possiamo molto, io vedo oltre la tua pelle, vedo che dentro di te c'è un'anima luminosa che vuole liberarsi dalla forma che la imprigiona.
- Io posso molto ma devi essere tu a volere, tu a lottare per far uscire la tua anima splendente dalla forma strisciante. Vuoi?
Mari lanciò un grido mentale che risuonò forte e chiaro nella testa di Pam
- Sì! Voglio! - poi la voce si abbassò in un mormorio deluso – Ma come è possibile? Come posso fare?
La Guardiana alzò una mano e sfiorò con la punta delle dita il corpo dell'essere, cercò un punto e trovatolo alzo le dita tirando un sottile serico filo.
- Ecco Mari prendi il capo di questo filo e usalo, ti ho dato lo strumento tu devi fare il resto, saprai cosa farne ma... bada! Saranno sofferenze e buio e solitudine come mai hai provato e forse non riuscirai mai a volare. La scelta è tua. Io tornerò quando il tempo sarà giunto.
Così dicendo volse le spalle all'essere e si lasciò trascinare dal vento verso il portale per tornare nel suo mondo.
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È giunto il tempo, Pam attraversa il nero portale e si fa trasportare dal vento, stavolta a favore, verso l'albero di Mari. Da lontano giunge il noto richiamo:
- vieni Guardiana, ti stavo aspettando, fai in fretta che la mia nuova forma preme per rompere i lacci!
Veloce arriva Pam e giunta all'albero cerca con gli occhi Mari. Appeso ad un ramo contorto vede un grosso bozzolo pulsante e fremente. Non fa a tempo che a dire
– Eccomi, son qui – che con uno schiocco l'involucro si lacera e una forma umida si rivela ai suoi occhi.
-Avevi ragione - dice Mari – ho passato tempi di dolore e di paura, sola nel buio, aspettando e a volte perdendo la speranza ma con negli occhi della mente i tuoi colori, i tuoi cieli sereni e le acque cristalline e ora sono felice.
Srotola lentamente le umide ali, le distende per asciugarle al vento, ora debole e tiepido la variopinta Mariposa, le grinze si lisciano sotto la carezza dell'aria e in un attimo il sogno di Mari si tinge dei colori del mondo e le vibranti ali la sollevano alta nel profondo dell'azzurro.-
-Grazie Guardiana, sarai sempre nel mio cuore – le grida già lontana, ebbra di gioia e fremente per il desiderio di andare nel suo sogno nuovo tutto da scoprire.
Alza gli occhi Pam e segue il volo disordinato e ancora incerto della splendida farfalla, ora un puntolino perso nell'azzurro, un sorriso le illumina per una attimo il volto, si volta e torna veloce al suo sogno.
La ragazzina non ha ascoltato la fine della storia, ma queste storie non hanno fine, la madre si alza silenziosamente, spegne la piccola lampada e con una carezza e un bacio la lascia ai suoi sogni ed esce dalla stanza.
venerdì 15 maggio 2009
venerdì 17 aprile 2009
CHIUSO PER RESTAURI
Per qualche tempo causa forza maggiore (non per pigrizia stavolta) chiudo bottega e provvedo a restauri improcrastinabili. Ci rivedremo in maggio, ciao a tutti.
domenica 12 aprile 2009
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