mercoledì 28 febbraio 2018

Draghi!

Tre volumi della serie dei Draghi, Il Custode del Drago, Il rifugio del Drago e La Città dei Draghi. Ci sono rimasta come una babbea quando alla fine del terzo romanzo mi sono accorta che ce n'è un quarto: Blood of Dragoons che ho dovuto comprare in ebook, in inglese. Lo sto leggendo ora.


giovedì 22 febbraio 2018

E anche l 'Uomo Ambrato è andato!

Finita la seconda trilogia dei Lungavista si inizi quella dei Draghi. Questi tre libri li ho in cartaceo quindi avrò meno tempo/occasioni di leggerli, intanto ho ordinato i primi due volumi della terza trilogia di Fitz, per il terzo volume aspetto ancora qualche giorno.

lunedì 19 febbraio 2018

Si torna nei Sei Ducati

Nonostante la battuta di arresto dovuta all'influenza - una settimana senza leggere - ho terminato la trilogia delle Navi e iniziato quella dell'Uomo Ambrato.  Sono a metà del secondo romanzo e mi sta intrigando parecchio. Il primo è finito con un evento che mi ha lasciato l'amaro in bocca, non me lo aspettavo proprio!

domenica 11 febbraio 2018

Ship of Magic/The Mad Ship

Finito coi primi due volumi della trilogia, adesso inizio il terzo La Nave del Destino.

mercoledì 24 gennaio 2018

Quasi quasi...

...ricomincio a segnare qui le mie letture. Oggi è il 24 gennaio e per quel che ricordo, da inizio anno, ho letto la bella antologia curata da Emanuela Valentini Materia Oscura. Alcuni racconti: wow! altri: mah? pochi: uhmm!

Fregata di nuovo da Kim Stanley Robinson col suo New York 2140, abbandonato dopo averne letto un 40%. Cosa che era già successa col Rosso di Marte, ma io sono testarda e ho comprato anche gli altri, il blu e il verde che stanno lì a fare polvere.

Non ci giurerei ma ho anche letto Autonomus della Newitz. Cioè, l'ho letto
ma non ricordo se in gennaio o in dicembre. Discreto.

Ora ho iniziato Ship of Magic della Hobb e credo ci metterò un bel po' sono parecchie pagine e la prima parte è in inglese, mentre per la seconda ho il libro di carta in italiano.

martedì 21 marzo 2017

Dune, la Carta e l' E-book


Qualche anno fa chiacchierando in chat con un amico, troppo presto scomparso, gli dissi che non avevo mai letto Dune di Herbert  perché non possedevo il libro, non mi era mai capitato di comprarlo usato e non avevo poi tutta sta voglia di leggerlo. Ricordavo di aver visto un pessimo film anni addietro che mi aveva convinto a non considerare Dune come qualcosa di leggibile.
Be', dopo qualche giorno, inaspettatamente mi arrivò a casa una copia di Dune.
Una edizione Euroclub del 1985, ben messa ma ovviamente usata. Ringraziai il mio amico e gli promisi di leggerlo quanto prima.
Il quanto prima diventò un bel po' dopo ma alla fine aprii il libro. Non so dire quante pagine ne lessi ma certamente poche, pochissime. 
Pagine giallicce, caratteri piccolissimi, odore di vecchio non mi invogliavano per niente, così finì sul ripiano alto e amen.

Qualche giorno fa nella mailing list della Kobo vedo Dune in offerta a 1,99 e senza pensarci troppo lo compro. 
clicca per ingrandire

Questa è la differenza, la ragione per cui in tre sere ho letto più della metà di questo romanzo. Su Dune non dico nulla, ormai credo che sia stato detto tutto e sarebbe solo una ripetizione non necessaria. 
Dico solo che, nonostante mi faccia piacere "possedere" fisicamente un libro di carta, vederlo sul ripiano della libreria, prenderlo in mano per cercare un passo particolare, guardare la copertina come si guarda un dipinto, nonostante questo preferisco mille volte leggere su un e-reader.
Per questo, quando è  possibile, compro sia il libro di carta che l'e-book perché uno resterà qui, davanti i miei occhi e potrò toccarlo fin quando avrò voglia, l'altro sarà disponibile solo fino a quando avrò un dispositivo per leggerlo.

mercoledì 25 giugno 2014

mercoledì 14 settembre 2011

TOXIC@

Torno a parlare di uno scrittore, un amico, che in pochi anni è cresciuto in maniera esponenziale: Dario Tonani. Il suo ultimo romanzo, Toxic@, pubblicato in Urania Mondadori 1574 è la continuazione ideale di Infect@ uscito nel 2005 sempre in Urania. Romanzo che me lo ha fatto conoscere e che, nonostante io non ami il genere, mi era piaciuto moltissimo. Ebbene dopo la prova in crescita de L'algoritmo bianco eccolo di nuovo a stupirmi e farmi bruciare pranzi e cene!
Dalle prime pagine sono rimasta incatenata: "ancora una pagina... solo fino alla fine del capitolo... ancora due righe per vedere come sviluppa..." e intanto dai fornelli si levava fumo e odore di bruciato.
Dario, mi devi una pizza! Io a te , invece, devo dei ringraziamenti. Per avermi appassionata con la tua sporca, unta, puzzolente Milano. Con i tuoi +Toon a volte brutali, a volte vittime. +Toon che sono diventati 'personaggi' non comparse, che ti fanno sentire a volte sfruttatore e consumatore, e a volte ti impauriscono, nuovi alieni diversi da te, da evitare, da eliminare, da cancellare.
La retrocopertina di Urania fa una sintetica sinossi del romanzo: dopo alcuni anni, forse sette dalla prima comparsa delle droghe che si assumono per via retinica, i +Toon, si è sviluppato un morbo, una mortale infezione che si propaga da cartone a uomo, un pezzo di Milano è stato colonizzato dal Magma, un blob di cartoni morti e in putrefazione, e ribattezzato Wet City, e un misterioso Mescolatore sta cercando di creare una nuova divinità unendo pezzi di cartoon e di esseri umani in un orrendo patchwork. Al commissario Montorsi ed al suo vice Mushamar, che già abbiamo incontrato in Infect@, il compito di ristabilire l'ordine. Una figura femminile (omaggio alle tante lettrici tue estimatrici?) si prende una bella fetta di avventure, non tutte senza conseguenza per lei. Ahhh Dario! me l'hai trattata duramente Cora, cacciatrice di +Toon infetti! Be' che dire... finita la mia razione di pagine sentivo il bisogno di fare la doccia, dopo aver navigato nella Wet City: piogge o nevicate non acide come ci si potrebbe aspettare ma colorate di chine variopinte, un sole aggiunto che non è altro che una parte di un cartoon, uno irriverente e dispettoso! Son finiti i tempi di Betty Boop enorme e ingenua che camminava tra i grattacieli di Milano. E poi untume, appiccicume, puzzo tutto mescolato nel magma semi senziente, che già viene adorato come oracolo da una schiera di drogati e creduloni.
Il romanzo è da leggere! L'unico neo è soltanto la breve vita di un Urania, un mese e via, sparisce dalle edicole e si può trovare solo sulle bancarelle. Ma io credo che, come è successo per Infect@, sarà molto difficile trovare Toxic@ in bancarella perché chi lo comprerà lo custodirà gelosamente! Di nuovo grazie Dario per le ore di svago che mi dai con i tuoi romanzi.


domenica 27 febbraio 2011

La Città

La porta si chiude alle sue spalle con un tonfo soffocato, scende in fretta le scale ed esce dal portone, infilando veloce il vicolo che porta alla piazza principale della Città. Il gelo la morde feroce, nonostante il pesante parka e il cappuccio che le copre i lunghi capelli neri raccolti in una coda da un nastro di velluto. La figura snella della ragazza si staglia scura nel lucore incerto dell'alba mentre cammina, piegata in avanti per contrastare il forte vento, sulla neve sporca che ricopre ormai da mesi le strade della Città. La piazza è deserta, unica presenza l'uomo di neve che sembra la guardi con scherno. Alys alza gli occhi e guarda i ghiacciai che stringono la Città in una morsa e ogni giorno si avvicinano di più, si incammina lentamente verso quello che era il porto e che è ormai sepolto da giorni sotto il bianco manto. La neve ghiacciata scricchiolasotto gli stivali imbottiti, si intabarra meglio nel parka e alla luce smorta di pochi superstiti lampioni arriva al lungo mare cercando di distinguere dove inizia l'acqua, ma ormai anche il mare è di ghiaccio. Dietro di lei una porta sbatte ritmicamente contro lo stipite ad ogni folata più intensa di vento, si volta e vede il negozietto del tatuatore ormai abbandonato da settimane; la neve è entrata e copre una parte del pavimento, le impronte di piedi e i vetri rotti le raccontano di saccheggi e violenza. Si allontana col cuore gonfio di pena cercando i luoghi dove è stata felice per salutarli un'ultima volta prima di partire. Il ghiaccio è sceso fino a mangiare il pub, di cui non restano tracce, anche la fabbrica di armi, imponente e massiccia come era, adesso è un mucchietto di macerie che sporge dalla neve. Verso il centro della Città alcune insegne luminose restano a segnare luoghi dove c'erano i negozi, dalle entrate sbarrate da assi male inchiodate: Glamour, Uomo, Beach... Alys si avvicina alla vetrina del Donna, miracolosamente il vetro è rimasto intatto, sbircia dentro: una devastazione di scatole sventrate e lasciate in terra vuote, i divanetti con le fodere squarciate, i bei vasi spaccati col terriccio che ha fatto mucchietto in terra e le piante che tanto le piacevano ormai secche. Trattiene un singhiozzo e va verso il laboratorio, camminando lenta e a testa bassa. Con gli occhi della mente vede la strada come era un tempo, il liscio asfalto nero, i marciapiedi spazzati ogni mattina, il tunnel bene illuminato. Ora nella galleria le luci lampeggiano fievoli, i marciapiedi sono crepati e la strada butterata di buche insidiose; si infila nel tunnel e cammina svelta, qui non c'è neve sporca o lastre di ghiaccio, fino a sbucare dall'altra parte della Città sul ponte che attraversa quello che era un canale ed è ora un fiume di ghiaccio. A destra la discoteca è ancora in parte illuminata dalle strobo, la ragazza ricorda la musica a palla, le risate e il rumore delle conversazioni quando la Città era viva, si incanta a guardare le luci che si fanno sempre più incerte ora che il sole sta per sorgere.

  • E tu cosa fai qui? - la voce, ben conosciuta la fa sobbalzare, si gira e sorride timida all'uomo che è sulla porta del laboratorio. - Dovresti essere partita, come tutti. - continua lui con tono di disapprovazione.

  • Ciao Max... un ultimo giro in Città, ma ora vado.

L'uomo, infagottato in un parka grigio che nasconde le forme del corpo la guarda con occhi seri - Non dovresti Alys, quando si decide non bisogna voltarsi indietro. Mai. Ormai la Città è morta, inutile farsi del male.

  • Ma tu anche sei qui Max - replica lei sentendosi quasi in colpa per non essere partita con tutti gli altri, per essersi nascosta per giorni e giorni in Città, cambiando casa man mano che il ghiacciaio mangiava quella dove aveva dormito fino ad arrivare al cuore ormai freddo di... della Città. Un pensiero fuggevole le passa nelle mente: la Città non ha mai avuto nome, era solo la Città.

Io sono tornato stamattina per minare i palazzi Alys, perché qui non rimanga più nulla... - Le si avvicina e la abbraccia teneramente. - Hai corso un bel rischio piccola! - La ragazza lo stringe forte e poggia la testa sul petto di Max trattenendo le lacrime.

  • - Perché, Max? Lasciala morire in pace, lascia che il ghiaccio e la neve la ricoprano con un sudario bianco, lascia che i fantasmi di ieri la abitino per sempre ma non distruggere... tutto questo - indicando con un gesto del braccio i palazzi, le strade, i parchi. Max le solleva la testa mettendole la mano sotto il mento, gli occhi di lei sono gonfi di lacrime, la guarda con dolcezza e le bacia le labbra delicatamente.
  • Ora vai piccola, ho molto lavoro da fare oggi, ti raggiungerò stasera, e saremo in un posto caldo, senza ghiaccio o vento gelido e... si ricomincerà.

Alys lo guarda speranzosa, un nuovo inizio, una promessa, andrà senza voltarsi indietro. Si stacca dall'abbraccio a malincuore e si dirige verso l'ingresso della sotterranea, senza salutare Max, senza una parola, il cuore spaccato a metà tra il desiderio di restare e quello di partire per tornare a sognare.Nel buio della stazione alcune frecce debolmente fluorescenti la guidano verso le capsule individuali, sale sulla prima e senza nemmeno sedersi schiaccia il pulsante di avvio. Senza più lacrime lascia la Città.